Succede che, il giorno prima, in occasione di alcuni pettegolezzi che girano su alcuni inquilini del palazzo dove abita mia mamma, quest'ultima, assieme a mia sorella, inizia una discussione sulle prostitute e sul mestiere più vecchio del mondo. Si sa che io devo sempre litigare, che devo sempre essere all'opposto del comun pensiero e si sa che, se qualcosa non mi viene detto come la penso io in quel momento, inizio ad essere verbalmente aggressiva e castrante. Così le accuso di essere poco tolleranti e bacchettone, come al solito. Ci metto un pò di frasi ad effetto tipo: "voi parlate pure, ma siamo tutte prostitute. L'unica differenza sta nel fatto che loro si fanno pagare in moneta e noi, invece, se ci riusciamo, facendoci buttare giù la pattumiera" oppure "ma una avrà pure il diritto di fare ciò che vuole del proprio corpo o no??" o meglio "ma voi non sapete nemmeno se quelle là sono obbligate! se gli mettono la pistola alla tempia ogni sera prima di farle uscire a fare le marchette! E che cavolo!!! Un pò di tolleranza, no??" Fatto sta che alla fine, mia sorella, per venirmi incontro, mi dice che, magari, sarebbe opportuno riaprire le case chiuse e io, prendendola per il culo, le dico di scrivere a Berlusconi che, magari, esaudisce il suo desiderio. Mi becco il mio giusto e fraterno vaffanculo e andiamo tutti fuori a comprare i botti e le stelline per il capodanno. Questa è la premessa... Il giorno dopo, mentre stiamo pranzando (e la televisione è accesa - bruttissima abitudine di mia mamma che non riuscirò mai ad eradicare...) ecco che inizia una trasmissione che ha un titolo (fammi ricordare bene...) tipo: "L'anno che è passato". In breve, in questa trasmissione, facevano il conto di tutte le cose belle, tutte le cose brutte, tutte le cose straordinarie, tutte le cose etc... che erano successe nel 2009 e ne facevano, per ognuna, un mini-servizio che ricordava i momenti clou dell'evento. Beh, fatto sta che, arrivati al periodo intorno a fine anno, il conduttore assume un'aria mesta, contrita e si accartoccia su sè stesso senza forbire parola. La conduttrice lo imita nella posizione, ma ha il coraggio di aprire bocca (le donne, eh?...) e inizia: "Settembre" (se non sbaglio) "ha visto un periodo piuttosto burrascoso per la politica italiana. Infatti il Presidente della Regione Lazio, Dr. Marrazzo...." e così continua la spiegazione del fattaccio con tanto di foto etc. Sento mia mamma bisbigliare, tra se e sè (ma non troppo) un semplice ed efficace "stu zuzzùs.." (traduzione del redattore: "questo sporcaccione") e io che, in realtà ero rimasta molto colpita da questo evento, ribatto con voce calma: "Beh mamma, ti devo dire la verità: a me ha scioccato più che altro il fatto che lui si fosse posto sempre come paladino della giustizia e delle cose fatte bene. Ecco, io lo stimavo molto perchè lo ricordavo bene, quando conduceva Mi manda RaiTre, e la cosa mi ha addolorato, onestamente, non mi sarei mai aspettata un comportamento del genere." Poi sospiro mestamente, proprio come il conduttore, riprendo in mano il mio cucchiaio e ingoio un altro boccone di minestrina pre-cenone abbuffante. Allorchè, sento mia mamma che sbatte il suo cucchiaio nel piatto attirando la mia attenzione. Mi giro, la guardo e lei, sorridendo mefistofelicamente, dice: "E comm'è Rusinè? Nù poch è tolleranza, no? Attè te piace o babbà? E a ìss ce piace ò tarall!!"
mercoledì 27 gennaio 2010
Antica saggezza napoletana, (o dolce vendetta?)
C'è un detto napoletano che tanto napoletano non è più, poichè, ormai, lo capiscono tutti: "Curnùt e mazziàt". In poche parole: Povero il marito che tornò a casa e, scoprendo la moglie in pieno atto cornificatorio, non solo dovette subire l'onta del tradimento, ma anche quella delle percosse (forse da parte della consorte fedifraga che si era vista, inaspettatamente, "togliere di bocca" l'ultimo pezzo di piacere??). Fatto sta che io così (come il povero marito...) mi sono sentita io il 31 dicembre 2009 e meno male che mio marito stava a 400 km di distanza e non potevo sapere cosa stava facendo!
Succede che, il giorno prima, in occasione di alcuni pettegolezzi che girano su alcuni inquilini del palazzo dove abita mia mamma, quest'ultima, assieme a mia sorella, inizia una discussione sulle prostitute e sul mestiere più vecchio del mondo. Si sa che io devo sempre litigare, che devo sempre essere all'opposto del comun pensiero e si sa che, se qualcosa non mi viene detto come la penso io in quel momento, inizio ad essere verbalmente aggressiva e castrante. Così le accuso di essere poco tolleranti e bacchettone, come al solito. Ci metto un pò di frasi ad effetto tipo: "voi parlate pure, ma siamo tutte prostitute. L'unica differenza sta nel fatto che loro si fanno pagare in moneta e noi, invece, se ci riusciamo, facendoci buttare giù la pattumiera" oppure "ma una avrà pure il diritto di fare ciò che vuole del proprio corpo o no??" o meglio "ma voi non sapete nemmeno se quelle là sono obbligate! se gli mettono la pistola alla tempia ogni sera prima di farle uscire a fare le marchette! E che cavolo!!! Un pò di tolleranza, no??" Fatto sta che alla fine, mia sorella, per venirmi incontro, mi dice che, magari, sarebbe opportuno riaprire le case chiuse e io, prendendola per il culo, le dico di scrivere a Berlusconi che, magari, esaudisce il suo desiderio. Mi becco il mio giusto e fraterno vaffanculo e andiamo tutti fuori a comprare i botti e le stelline per il capodanno. Questa è la premessa... Il giorno dopo, mentre stiamo pranzando (e la televisione è accesa - bruttissima abitudine di mia mamma che non riuscirò mai ad eradicare...) ecco che inizia una trasmissione che ha un titolo (fammi ricordare bene...) tipo: "L'anno che è passato". In breve, in questa trasmissione, facevano il conto di tutte le cose belle, tutte le cose brutte, tutte le cose straordinarie, tutte le cose etc... che erano successe nel 2009 e ne facevano, per ognuna, un mini-servizio che ricordava i momenti clou dell'evento. Beh, fatto sta che, arrivati al periodo intorno a fine anno, il conduttore assume un'aria mesta, contrita e si accartoccia su sè stesso senza forbire parola. La conduttrice lo imita nella posizione, ma ha il coraggio di aprire bocca (le donne, eh?...) e inizia: "Settembre" (se non sbaglio) "ha visto un periodo piuttosto burrascoso per la politica italiana. Infatti il Presidente della Regione Lazio, Dr. Marrazzo...." e così continua la spiegazione del fattaccio con tanto di foto etc. Sento mia mamma bisbigliare, tra se e sè (ma non troppo) un semplice ed efficace "stu zuzzùs.." (traduzione del redattore: "questo sporcaccione") e io che, in realtà ero rimasta molto colpita da questo evento, ribatto con voce calma: "Beh mamma, ti devo dire la verità: a me ha scioccato più che altro il fatto che lui si fosse posto sempre come paladino della giustizia e delle cose fatte bene. Ecco, io lo stimavo molto perchè lo ricordavo bene, quando conduceva Mi manda RaiTre, e la cosa mi ha addolorato, onestamente, non mi sarei mai aspettata un comportamento del genere." Poi sospiro mestamente, proprio come il conduttore, riprendo in mano il mio cucchiaio e ingoio un altro boccone di minestrina pre-cenone abbuffante. Allorchè, sento mia mamma che sbatte il suo cucchiaio nel piatto attirando la mia attenzione. Mi giro, la guardo e lei, sorridendo mefistofelicamente, dice: "E comm'è Rusinè? Nù poch è tolleranza, no? Attè te piace o babbà? E a ìss ce piace ò tarall!!"
Già, cornuta e mazziata, e la prossima volta è meglio che sto zitta, và!
Succede che, il giorno prima, in occasione di alcuni pettegolezzi che girano su alcuni inquilini del palazzo dove abita mia mamma, quest'ultima, assieme a mia sorella, inizia una discussione sulle prostitute e sul mestiere più vecchio del mondo. Si sa che io devo sempre litigare, che devo sempre essere all'opposto del comun pensiero e si sa che, se qualcosa non mi viene detto come la penso io in quel momento, inizio ad essere verbalmente aggressiva e castrante. Così le accuso di essere poco tolleranti e bacchettone, come al solito. Ci metto un pò di frasi ad effetto tipo: "voi parlate pure, ma siamo tutte prostitute. L'unica differenza sta nel fatto che loro si fanno pagare in moneta e noi, invece, se ci riusciamo, facendoci buttare giù la pattumiera" oppure "ma una avrà pure il diritto di fare ciò che vuole del proprio corpo o no??" o meglio "ma voi non sapete nemmeno se quelle là sono obbligate! se gli mettono la pistola alla tempia ogni sera prima di farle uscire a fare le marchette! E che cavolo!!! Un pò di tolleranza, no??" Fatto sta che alla fine, mia sorella, per venirmi incontro, mi dice che, magari, sarebbe opportuno riaprire le case chiuse e io, prendendola per il culo, le dico di scrivere a Berlusconi che, magari, esaudisce il suo desiderio. Mi becco il mio giusto e fraterno vaffanculo e andiamo tutti fuori a comprare i botti e le stelline per il capodanno. Questa è la premessa... Il giorno dopo, mentre stiamo pranzando (e la televisione è accesa - bruttissima abitudine di mia mamma che non riuscirò mai ad eradicare...) ecco che inizia una trasmissione che ha un titolo (fammi ricordare bene...) tipo: "L'anno che è passato". In breve, in questa trasmissione, facevano il conto di tutte le cose belle, tutte le cose brutte, tutte le cose straordinarie, tutte le cose etc... che erano successe nel 2009 e ne facevano, per ognuna, un mini-servizio che ricordava i momenti clou dell'evento. Beh, fatto sta che, arrivati al periodo intorno a fine anno, il conduttore assume un'aria mesta, contrita e si accartoccia su sè stesso senza forbire parola. La conduttrice lo imita nella posizione, ma ha il coraggio di aprire bocca (le donne, eh?...) e inizia: "Settembre" (se non sbaglio) "ha visto un periodo piuttosto burrascoso per la politica italiana. Infatti il Presidente della Regione Lazio, Dr. Marrazzo...." e così continua la spiegazione del fattaccio con tanto di foto etc. Sento mia mamma bisbigliare, tra se e sè (ma non troppo) un semplice ed efficace "stu zuzzùs.." (traduzione del redattore: "questo sporcaccione") e io che, in realtà ero rimasta molto colpita da questo evento, ribatto con voce calma: "Beh mamma, ti devo dire la verità: a me ha scioccato più che altro il fatto che lui si fosse posto sempre come paladino della giustizia e delle cose fatte bene. Ecco, io lo stimavo molto perchè lo ricordavo bene, quando conduceva Mi manda RaiTre, e la cosa mi ha addolorato, onestamente, non mi sarei mai aspettata un comportamento del genere." Poi sospiro mestamente, proprio come il conduttore, riprendo in mano il mio cucchiaio e ingoio un altro boccone di minestrina pre-cenone abbuffante. Allorchè, sento mia mamma che sbatte il suo cucchiaio nel piatto attirando la mia attenzione. Mi giro, la guardo e lei, sorridendo mefistofelicamente, dice: "E comm'è Rusinè? Nù poch è tolleranza, no? Attè te piace o babbà? E a ìss ce piace ò tarall!!"
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)
Nessun commento:
Posta un commento