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martedì 28 dicembre 2010

domenica 23 maggio 2010

Return to Sender, Address Unknown... (Elvis Presley)

Tre blog da tenere sò troppi. :-)... L'originale è questo: Siam Tornati al Punto di Partenza

martedì 13 aprile 2010

Padre Pio e il profumo di rose...

Devo ammettere che non lo sapevo. Che Padre Pio fosse nato a pochi km da dove ero nata io. Pietrelcina? Boh! Per me doveva essere un paese nella Basilicata o giù di lì. Sapere esattamente certe cose ha, poi, così tanta importanza nel corso dell'universo intero? Direi di no :-). Fatto sta, che ero a San Martino per i morti. Su questo, qualche volta, lui ha ragione. "Voi terroni, quando arriva il due novembre, vi dissolvete e tornate tutti in terronia. Manco fosse un rito migratorio. E la cosa bella è che poi ci rimanete per mesi interi; fino a dopo Natale se vi va bene, mettendovi in malattia (e qui fa le virgolette con le dita...) e facendovi venire le malattie più strane del mondo". Ma và, và... Io non mi sono mai messa in malattia il 2 novembre e nemmeno il 4 luglio o il 25 dicembre e, se la vogliamo dire tutta: ha parlato il più stakanovista dei postali! Ma fammi il favore, và! Che, secondo me, quando Brunetta ha pensato alle sue leggi "restrittive" si è ispirato proprio a te! E comunque io, il 2 novembre, sono emigrata a Napoli solo due volte nella mia vita.
La seconda, c'era pure mio padre e, con lui, mia zia (sua sorella) che si chiama Concetta ma tutti chiamano Luciana (perchè non le piaceva il suo nome - e ci aveva ragione!!!) e suo marito. Ecco che, puntualmente, facciamo il nostro dovere: seguiamo la processione a piedi sotto la lieve pioggerellina Sammartinese; il prete, attraverso il megafono, recita il rosario; ascoltiamo la messa da fuori la chiesa perchè c'è sempre così tanta gente che il prete mette i megafoni all'entrata del cimitero e sui cipressi ai lati delle mura che lo circondano (strana sensazione di "avvolgimento mistico"); accendiamo i ceri sulle svariate tombe di tutti i nostri parenti. Ci soffermiamo davanti a ognuna di queste tombe e il rito è lo stesso per tutte le tombe: mio padre tocca le fotografie sulle lapidi, si bacia le dita (ecco come ci si passa l'influenza...) e si fa il segno della croce davanti a ogni tomba. Poi mormora "Facimme n'Ave Ommaria, Rosè...." e io che incomincio a bisbigliarla. Mia zia, dopo averlo imitato, racconta le ultime notizie dei sopravvissuti di ognuna delle famiglie dei morti che onoriamo. Io ciondolo intorno a loro, guardando le facce di questi trapassati e chiedendomi se ci stanno guardando proprio in questo momento e che stanno pensando di noi. Poi arriviamo alla cappella della nostra famiglia e là di nuovo la tiritera dei baci e dell'Ave Ommaria con, in più, il fatto che la pulisco e, quando mi trovo dentro da sola, mi viene un pò di brividi e non è per il freddo. Essere circondata da scheletri non è il massimo della vita, dai, per quanto cari ti possano essere... Beh, usciti fuori, mio padre dice: "Jamme a magnà a Pietrelcina." Io penso che è scemo, perchè sarà in culo al mondo, e, invece, lui mi dice che, tempo tre quarti d'ora ci saremo. Figo :-). Chissà quanti di noi hanno un padre che davanti alla propria casa mette le statue in altezza naturale di Padre Pio e S. Antonio da Padova più varie icone dall'origine sconosciuta ma molto, molto religiosa. Io ho il mio che lo fa. La gita a Pietrelcina ha anche l'obiettivo di rimpiazzare le statue ormai consumate che stanno a Imperia e, magari, l'acquisto di qualche altro gadget religioso da portare agli amici e ai conoscenti in Liguria (non si sa mai, dice lui....). Arriviamo e, devo dirlo, non me l'aspettavo così carino come paese. E' davvero bellino, accogliente. E la cosa più bella è che non c'è molta gente, anzi. Abbiamo pranzato in un agriturismo proprio prima del paese e siamo stati molto bene. Ora dobbiamo digerire, dice mia zia, camminando per il paese. Oh, beh, perchè no? Tanto l'ombrello con ce l'abbiamo e fosse mai che questa volta, sotto la pioggia, riesco pure a crescere di qualche centimetro, come i funghi porcini! Mia zia e suo marito sono una coppia troppo comica. Sai quelle coppie che, negli anni, ne hanno viste di tutti i colori? Quelle coppie che, malgrado le avversità, le diversità, sono rimasti assieme e si sono creati un equilibrio basato non sulle certezze ma proprio sulle incertezze e, in quanto tale, proprio più equilibrio di tanti altri equilibri, se mi capisci. Beh, lei parla sempre e lui la prende sempre in giro. Mi hanno detto (io non l'ho mai visto) che lui ha perso la pazienza poche volte ma che, quando l'ha fatto, sarebbe stato meglio non stare là intorno. Vivono a Milano da, forse, 40 anni. Lei è ancora capace alla sua età (avrà passato i 70?) di truccarsi come negli anni '60 e non sembrare ridicola. E' contentissima di essere a Pietrelcina (ci viene spesso) e mi spiega tutto quello che vediamo, mentre facciamo il percorso obbligato attraverso il paese. Ti fanno vedere la casa di Padre Pio, quella della mamma, quella del papà, quella della vicina, quella di Dio sa chi altro e tutte le altre cose che lo riguardano, da quando era nato. Impressionante. Ti sembra di ritornare indietro di 500 anni, dico a mia zia. Lei continua a ciarlare, tutta eccitata e zio Enzo continua a sorridere annuendo in modo serioso. Mio padre sta zitto e guarda assorto. Io le dico che è davvero una strana sensazione e lei risponde con il suo accento napoletmilanese "Ah, Rusè! Io, quando venco qua mi sento nè paraddiso terrestro! Tu nun ò può ccapì! Ma tu òssaje cà se dice ca Padre Pio, pè dà è segnale alla genta, ci faceva sentire gli addori? Tu lo sai che si sentono l'addore è rosa, l'addore dè fiori quando lui ti sta vicino?" Orcu... No, a dire la verità, questo non lo sapevo (come tante altre cose di Padre Pio che non sapevo, l'ammetto). E allora, incuriosita mi interesso davvero di più di Padre Pio e mi permetto perfino di comprare dei rosari da regalare a mia mamma e da tenere sul comodino (non si sa mai...). Si, è stata davvero una bella idea, questa di mio padre di venire qua a Pietralcina. Lo vedo, da lontano, caricare le statue che ha comprato, mettere a posto l'auto, sistemare i souvenir per gli amici e mi viene un moto di tenerezza infinito. La fede, è una cosa davvero strana... Ad ogni modo, rientriamo tutti in auto, chiudiamo le portiere ed ecco che zia Concetta va in estasi e inizia a urlare "O' sentit? ò sentit l'addore?? Uh marò!! Ce stà l'addore dint à macchina!! Padre Pio!! Padre Pio sta vicino a noi!!" Pauuuraa! L'odore si sentiva davvero. Un profumo di rose assurdo, così forte che quasi si sveniva. Io guardo spaventata mia zia. Mia zia sta quasi per avere un infarto, tanto è rossa ed emozionata. Mio padre ci guarda esterrefatto, mentre la zia quasi urla "Padre Pio!!! Padre Pio!!" al che, zio Enzo si gira verso di lei, le dà una specie di schiaffetto sulla spalla a mò di "non dire stronzate" e dice "Ma quà Padre Pio e Padre Pio, Lucià!!! Chill è l'Arbre Magique c'avimm accàttàt stammatina!! Fràtet l'ha araput e mò tu siènt à Padre Pio!!" Oh Dio!!! Ahahahahahaah. Giuro; lo giuro|! Per un attimo che ho avuto paura fosse vero. Ma è stato troppo bello ridere dopo. Si, proprio una bella gita.

martedì 2 febbraio 2010

In salute e in malattia... o quasi

Stai male. Stai davvero male. Questa mattina, aperti gli occhi, ti è venuto un capogiro da svenire. La camera da letto, con tutti i suoi frizzi e i suoi lazzi tendenti al porpora cardinalizio, ha iniziato a girare vorticosamente intorno a te e, con lei, pure il tuo stomaco, la tua testa, la tua vita. Non ci potevi credere. Non era possibile una cosa del genere. La domenica mattina, proprio a te... Maddai... Ti sei tenuta, comicamente, aggrappata alle lenzuola e poi, una fitta assurda dietro il collo ti ha fatto capire. La vecchia, buona, simpatica artrosi cervicale, che ti tiene compagnia da quando hai partorito, si è svegliata (almeno lei) con tanta voglia di fare... Oddio! E ora? E' domenica, io ho una marea di cose da fare! Ma siamo matti? Allora, apri di nuovo gli occhi e fai per alzarti e... errore, come disse la signorina, grandissimo errore. Oltre alla camera, che ricomincia a girare vorticosamente, un conato di vomito sale su, velocissimamente e solo un tuo disperato e sorpreso urlo lo blocca a metà. Tuo marito arriva correndo (si stava facendo il caffè) e dice "Ma che cazzo ti urli? Sono le otto di mattina! Vuoi svegliare tutto il vicinato?" Non apri gli occhi (l'esperienza insegna) però, ti muovi giusto quel pochino per far finire il viaggio al conato proprio sul pavimento accanto al comodino ed è lui, ora, a urlare "Masseimatta? Ma che ti sta succedendo? Ma che cos'hai? Sei scema a vomitare per terra? E ora chi pulisce??" Toh, mò non ci sono problemi con il vicinato, pensi tu. Arriva vostra figlia borbottando qualcosa sulla domenica e sullo svegliare la gente che dorme e, quando ti vede in quelle condizioni, si gira verso di lui dicendo: "Orcu! Ok, io ora torno a letto..." e scappa in cameretta lasciandovi nel più ributtante dei silenzi. Tu ti lasci andare contro il cuscino, ansimante (non di passione) e mormorando un sibillino "marò, stommmalissimo"... E così, è iniziato il calvario per tutto il giorno. Diciamolo onestamente, lui ha retto il tiro. Non ha sclerato più, non ha più urlato, anzi, ha subito trovato la bacinella in bagno perchè, una volta pulire il pavimento va bene ma due, proprio no, neh? Tu, disperatamente abbracciata a quella bacinella, quanto male sei stata tutto il giorno tra nausea, dolore, fotofobia, vomito, vertigini (oooh, le vertigini...); impossibilitata a girare la testa di un millimetro per paura di dover assurdamente cascare nel vortice del niente mentre stai ferma (si fa per dire) nel mezzo del tuo letto, al buio completo (o quasi). Si, diciamo che è stato davvero eroico se si pensa che fa parte dell'armata degli "uomini cagoni che hanno il raffreddore, ma pensano di avere il tumore malignissimo alla narice sinistra". Tu stai proprio male, ma davvero male e lui le ha provate tutte. Ancora ora ti chiedi come mai. Forse per la paura di doverti vedere "inefficiente" per qualche giorno o dover sopportare vostra figlia che la mena con le cose della scuola? Vabbè...Tant'è che le ha davvero provate tutte. Prima ti ha fatto ingollare due Moment (ti è venuto da ridere al pensiero, ma non lo hai fatto, porello...). Poi ha perfino suggerito di utilizzare i cannuli di zolfo che fino a ieri definiva delle emerite stronzate da streghetta da tre soldi. Fatto sta che, quando uno dei cannuli si è spezzato in due tronconi tra le sue dita, mentre te lo strofinava gentilmente sul collo, lo hai sentito bisbigliare: "Cazzo, ma allora funzionano davvero..." Verso le sette di sera non ce l'ha fatta più a vederti così e ha chiamato la guardia medica. Oh, sono arrivati davvero in fretta, dobbiamo dirlo. Però, prima, hai dovuto dirgli il numero di telefono perchè non lo sapeva e tu, con il poco fiato che ti era rimasto e la paura di muovere perfino la bocca per non vomitare o avere le vertigini, glielo hai sospirato nell'orecchio come se stessi esalando il tuo ultimo respiro. Marò... Arrivano i medici. Senti una voce con un accento straniero che ti ricorda quello di tuo cognato libanese e che dice "Allora? dove è l'ammalata?" lui risponde "Di là, dottore, però non so come farà a visitarla. Non vuole la luce, è fotofobica. Beh, diciamo che sembra che abbia la rabbia, in realtà, mi spiego?" Chissà come lo ha guardato medico mentre gli diceva 'sta cosa intelligente. Il dottore entra in camera con una voce così squillante " Allora, signora, che stiamo combinando?" che ti viene di nuovo da vomitare. Tu sussurri pietevolmente "Per favore, non accenda la luce"; lui ribatte "Signora, se non l'accendo non posso fare la diagnosi". Tu dici, sempre sospirando lentamente "Guardi, è una cervicale e se lei accende la luce io vomito..."; lui risponde "Signora, io la luce l'accendo e lei apre anche gli occhi, sennò non posso guardare e capire"; oh, dio, pensi e ripeti "Senta, se apro gli occhi, io vomito.."; lo senti inginocchiarsi accanto a te, senti pure il sospiro di sufficienza. Lo senti guardarsi con tuo marito e il suo collega e poi, di colpo, si gira verso di te, di nuovo muovendo tutto il letto e facendoti ansimare, "Ma dai, signora! apri gli occhi e fammi vedere..."; Pure il tu... come i venditori di borsette false di Louis Vuitton di Brera... Dio mi perdoni... Lo senti prenderti il polso e auscultare i battiti... Tu, zitta. "Dai, signora! Apri gli occhi, su, non posso mica stare qua tutta la notte..." Oh, beh, che cazzo! Tu apri gli occhi e... vomiti, oh dio, quanto vomiti e quasi tutto il primo getto di bile lo becca di striscio (cavolo, riflessi pronti il dottore, neh?). Lo senti ansimare in maniera assurda e poi dire velocemente "Ok, cervicale! Ora le faccio un Plasil e un Voltaren così smette di vomitare, ok? ok? " Non ti viene da ridere, in quel momento, ma ora si. Tra te e te, in quel momento hai pensato "Ok, ok, certo che è ok". E' stato gentile, però. E' stato davvero gentile a fare la puntura. Ci sono poche persone che la fanno così bene, lo devi ammettere. E poi, si vede la differenza nel modo di comportarsi dei medici che ti trattano come una demente quando pensano che stai esagerando e quando, invece, si rendono conto che stai davvero male e lui è stato davvero gentile (nonostante gli avessi vomitato addosso...). Fa la puntura, spegne subito la luce e poi va via sussurrando "Non ti preoccupare, signora, tra mezz'ora sarai nel mondo dei sogni e domani non vomiterai più". Oh, che Dio abbia in gloria la Guardia Medica! Prendete mille medici come lui! Lo senti dirigersi verso il salotto con tuo marito che ti immagini, come l'orso Yoghi, che gli corre dientro chiedendogli "Allora, dottore? non vomiterà più, giusto?" Poverino, gli ho fatto proprio paura e ti viene da pensare che di sicuro è l'unico essere umano al mondo che si ricorda che il personaggio principale dell'Esorcista si chiama Regan. La cosa deve proprio averlo scioccato. Comunque, li senti parlare.
"No, non si preoccupi, con quello che le ho iniettato non vomiterà più almeno per 24 ore e poi ora le prescrivo della roba per non farla vomitare più. Senta, dove mi posso accomodare per scriverle le ricette e la diagnosi?"
"Qua, venga, in cucina." un ciabattìo lento viene seguito dai passi dei due medici.
"Ok, allora, cervicobrachialgia aggravata da fotofobia, nausea, vomito e vertigini" (e io che avevo detto?!?)
"Poverina! Per quanto ne avrà?"
"Una settimana, come minimo. E' una cosa che richiede un pò di tempo per migliorare; l'ha proprio presa di brutto; abbia pazienza... Uhm, senta, per compilare bene la pratica le devo fare delle domande su sua moglie."
"Orcu, si, si... Dica, dica" e lo senti accomodarsi
"Anni?"
"45" Ecco, pensi tu, già mi ha dato 6 mesi in più, 'sto maleducato...
"Nata a?"
"Benevento, ma non si sente, sa? Voglio dire, insomma, lei lo ha sentito, non ha l'accento napoletano, capisce?" Certo, certo che capisce, scemo... E se è libanese veramente, è la volta buona che non cambia più idea sugli italiani razzisti.
"Certo, si. Sua moglie è allergica a qualcosa?"
"No, no...." Silenzio meditativo e quasi te lo vedi, come quel personaggio di Verdone che inizia a parlare e poi va in coma labiale con gli occhi riversi al cielo...e... "No, scusi, anzi si! E' allergica al nichel, all'oro e al ketoconazolo. Cavolo, non lo avevo ricordato, mi scusi!"
"No problem. Sua moglie ha subito interventi ultimamente?"
"No, no..." Silenzio meditativo come sopra "No, scusi, si!! Mi scusi, si... E' stata operata al tendine quattro anni fa"...
"Ok, tendine"
"Oh! Mi scusi, mi ero dimenticato, si, ed ha avuto anche il cesareo!"
"Ok, tendine e cesareo..."
"Già, già... Hmmm"..... "Oh, cavolo! Si, e le hanno pure asportato la cistifellea l'anno scorso! Cavolo, mi scusi, me l'ero dimenticato..."
"OKKK! Tendine, cesareo, cistifellea... Nient'altro?"
"No, mi scusi, nient'altro... Almeno che io mi ricordi ora... Oh, no! Davvero, mi scusi, solo questa e poi è finita, almeno credo... Ha una cicatrice di 25 punti sul braccio destro ma non mi ricordo se è perchè voleva menare suo fratello e beccò la porta di vetro o se era stata poco attenta con l'affettatrice del ristorante dei suoi... o forse quello era il pollice con quel pezzettino minuscolo che manca? Vabbè, veda lei."
Gentilissimo, Mr Lebanon, deve essersi scambiato uno sguardo di intesa con il suo collega cercando di visionare le uscite d'emergenza di casa tua, ne sei sicura...
"Non si preoccupi, va bene così..."
"Hmmm già..."
"Hmmm... "
E' proprio in quel momento che lo senti. Voce preoccupata, quasi avesse realizzato una cosa all'improvviso, come Winnie ThePooh che fa lo sguardo un pò ebete e poi dice: "Pensandoci bene, dottore, mia moglie è proprio un rottame, neh?"
Oh, maledetto infido uomo che non sei altro!!! Non sono mica in coma!? Io ti sento ancora!!
"Sua moglie? No, dai, in realtà, sono cose che succedono. Non la vedo messa male. E' il freddo, quello che frega, sa?" Gentile Mr Lebanon, god bless you, qualsiasi sia il tuo Dio, davvero...
Già, è proprio il freddo che ci frega; quello dell'anima... E, come disse il prete del Piccolo Cottolengo (e questo già stava a dirla tutta sul vostro matrimonio...) che vi sposò? "... In salute e in malattia, in ricchezza e in povertà..." Si, proprio così... Ma ti aspetto al varco, stai sicuro, con il prossimo raffreddore che ti verrà.

mercoledì 27 gennaio 2010

Antica saggezza napoletana, (o dolce vendetta?)

C'è un detto napoletano che tanto napoletano non è più, poichè, ormai, lo capiscono tutti: "Curnùt e mazziàt". In poche parole: Povero il marito che tornò a casa e, scoprendo la moglie in pieno atto cornificatorio, non solo dovette subire l'onta del tradimento, ma anche quella delle percosse (forse da parte della consorte fedifraga che si era vista, inaspettatamente, "togliere di bocca" l'ultimo pezzo di piacere??). Fatto sta che io così (come il povero marito...) mi sono sentita io il 31 dicembre 2009 e meno male che mio marito stava a 400 km di distanza e non potevo sapere cosa stava facendo!
Succede che, il giorno prima, in occasione di alcuni pettegolezzi che girano su alcuni inquilini del palazzo dove abita mia mamma, quest'ultima, assieme a mia sorella, inizia una discussione sulle prostitute e sul mestiere più vecchio del mondo. Si sa che io devo sempre litigare, che devo sempre essere all'opposto del comun pensiero e si sa che, se qualcosa non mi viene detto come la penso io in quel momento, inizio ad essere verbalmente aggressiva e castrante. Così le accuso di essere poco tolleranti e bacchettone, come al solito. Ci metto un pò di frasi ad effetto tipo: "voi parlate pure, ma siamo tutte prostitute. L'unica differenza sta nel fatto che loro si fanno pagare in moneta e noi, invece, se ci riusciamo, facendoci buttare giù la pattumiera" oppure "ma una avrà pure il diritto di fare ciò che vuole del proprio corpo o no??" o meglio "ma voi non sapete nemmeno se quelle là sono obbligate! se gli mettono la pistola alla tempia ogni sera prima di farle uscire a fare le marchette! E che cavolo!!! Un pò di tolleranza, no??" Fatto sta che alla fine, mia sorella, per venirmi incontro, mi dice che, magari, sarebbe opportuno riaprire le case chiuse e io, prendendola per il culo, le dico di scrivere a Berlusconi che, magari, esaudisce il suo desiderio. Mi becco il mio giusto e fraterno vaffanculo e andiamo tutti fuori a comprare i botti e le stelline per il capodanno. Questa è la premessa... Il giorno dopo, mentre stiamo pranzando (e la televisione è accesa - bruttissima abitudine di mia mamma che non riuscirò mai ad eradicare...) ecco che inizia una trasmissione che ha un titolo (fammi ricordare bene...) tipo: "L'anno che è passato". In breve, in questa trasmissione, facevano il conto di tutte le cose belle, tutte le cose brutte, tutte le cose straordinarie, tutte le cose etc... che erano successe nel 2009 e ne facevano, per ognuna, un mini-servizio che ricordava i momenti clou dell'evento. Beh, fatto sta che, arrivati al periodo intorno a fine anno, il conduttore assume un'aria mesta, contrita e si accartoccia su sè stesso senza forbire parola. La conduttrice lo imita nella posizione, ma ha il coraggio di aprire bocca (le donne, eh?...) e inizia: "Settembre" (se non sbaglio) "ha visto un periodo piuttosto burrascoso per la politica italiana. Infatti il Presidente della Regione Lazio, Dr. Marrazzo...." e così continua la spiegazione del fattaccio con tanto di foto etc. Sento mia mamma bisbigliare, tra se e sè (ma non troppo) un semplice ed efficace "stu zuzzùs.." (traduzione del redattore: "questo sporcaccione") e io che, in realtà ero rimasta molto colpita da questo evento, ribatto con voce calma: "Beh mamma, ti devo dire la verità: a me ha scioccato più che altro il fatto che lui si fosse posto sempre come paladino della giustizia e delle cose fatte bene. Ecco, io lo stimavo molto perchè lo ricordavo bene, quando conduceva Mi manda RaiTre, e la cosa mi ha addolorato, onestamente, non mi sarei mai aspettata un comportamento del genere." Poi sospiro mestamente, proprio come il conduttore, riprendo in mano il mio cucchiaio e ingoio un altro boccone di minestrina pre-cenone abbuffante. Allorchè, sento mia mamma che sbatte il suo cucchiaio nel piatto attirando la mia attenzione. Mi giro, la guardo e lei, sorridendo mefistofelicamente, dice: "E comm'è Rusinè? Nù poch è tolleranza, no? Attè te piace o babbà? E a ìss ce piace ò tarall!!"


Già, cornuta e mazziata, e la prossima volta è meglio che sto zitta, và!